Petraio

Le parole di Striano conducono ad un pezzo di storia cruenta della città, la rivoluzione del 1799, e mostrano la via del Petraio per quello che ancora oggi rappresenta. Un ameno passaggio che conduce da Chiaia fino alla cima della collina del Vomero, alle mura del castel sant'Elmo e alla Certosa di San Martino.

L'area è servita dalla funicolare di Chiaia e dalla funicolare centrale ma si offre come un'eccezionale passeggiata in un borgo antico e, per alcuni tratti, offre davanti a sé panorami meravigliosi sul golfo di Napoli. Le antiche e caratteristiche costruzioni convivono oggi con alcune delle ville e dei palazzi residenziali più belli e panoramici della città.

Nonostante il nome possa far pensare ad un origine legata ad una cava di pietre, il luogo deve in realtà la sua denominazione alle frequenti alluvioni che in passato depositavano qui i ciottoli. Uno storico ed importante alveo alluvionale che collega il Vomero con Chiaia e che nei suoi scorci conserva le antiche tracce di pastori e lavandaie che lo hanno percorso, mescolando panorami meravigliosi a splendidi esempi architettonici del liberty napoletano.

Il ripido pendio tra ciottoli e scale, questo luogo senza tempo, è stato anche set cinematografico per Lina Wertmuller con il suo Pasqualino Settebellezze, interpretato da Giancarlo Giannini e candidato a 4 premi oscar nel 1977.

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